|
Sono fortemente convinto che il suono stia per il 90% nelle mani del chitarrista. Sono però vere altre 2 cose: 1. la maggior parte dei chitarristi ha nelle dita e nella mano destra un suono non straordinario ma che, ben “valorizzato” con la giusta attrezzatura, guadagna molto. 2.Esistono (di contro) tantissimi prodotti sul mercato capaci di “frustrare” la potenzialità del suono del chitarrista medio.
Inoltre vi sono, per chi fa questo lavoro, alcuni parametri relativi al suono che non si possono ignorare: versatilità, pulizia del segnale, dimensione del suono, comodità di gestione ecc.
E’ quindi fondamentale adoperarsi per raggiungere comunque il miglior risultato, anche perché il suono fa il 70 % del chitarrista. Si entra nel campo di scelte soggettive ma i riscontri sono oggettivi.
Io ho scelto la strada dei pedali e del combo, dopo che per anni sono impazzito dietro a racks e casse a 4 esageratissimi coni. Scelta di cui sono molto convinto ma che chi ha un altro punto di vista può benissimo non condividere! Assolute sono ben altre verità (tipo “meglio equalizzare che alzare il volume” quando si è già sulla soglia giusta per le proprie valvole…)! Ecco i miei setup:
- Testa
(60 watt)\ cassa 2 coni\ multieffetto a rack\ pedaliera midi\ case pedali piccolo (un crunch, 2 overdrive, 1 compressore, 1 wha, un boost volume).
-
combo 2 coni (60 watt)\ case pedali grande (con 4 modulazioni, 1 delay, 3 overdrive, 1 wha, pedaliera switch programmabile per pedali).
-
combo 1 cono (40 watt)\pedaliera piccola.
Il setup 1 è il più comodo. Suoni giusti e subito! E’ utile se si carica l’ettrezzatura sul furgone o sul camion.
Il setup 2 è quello che dà più suoni ed ha un ingombro di carico su mezzi minore.
E’ quello che preferisco.
Il setup 3 è da piccolo locale con la band con cui ci si diverte. |